PPWR e Direttiva Anti-Greenwashing

La nuova sfida del packaging

PPWR e Direttiva Anti-Greenwashing

​L’entrata in vigore del Regolamento PPWR e della Direttiva UE Anti-Greenwashing rappresenta un importante cambiamento per le aziende europee. Le nuove normative non riguardano solo gli aspetti legislativi, ma incidono direttamente sulla progettazione degli imballaggi, sulla gestione della filiera e sulla comunicazione delle performance ambientali.

Il PPWR introduce requisiti sempre più stringenti in materia di sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti da imballaggio e favorire l’economia circolare. Le aziende dovranno sviluppare packaging più efficienti, limitare gli sprechi di materiale e garantire che gli imballaggi siano realmente riciclabili. Dal 2030, infatti, gli imballaggi dovranno essere progettati per il riciclo, mentre dal 2035 dovranno dimostrare di essere riciclabili su larga scala. Inoltre, per alcune tipologie di packaging in plastica saranno previste quote minime di materiale riciclato.

Parallelamente, la Direttiva Anti-Greenwashing impone maggiore trasparenza nella comunicazione ambientale. Claim come “ecologico”, “sostenibile” o “carbon neutral” potranno essere utilizzati solo se supportati da evidenze scientifiche, dati misurabili e verifiche indipendenti. Le aziende saranno quindi chiamate a rivedere attentamente tutte le dichiarazioni ambientali presenti su imballaggi, siti web, cataloghi e materiali promozionali.

Per affrontare questi cambiamenti sarà necessario un approccio integrato che coinvolga progettazione, conformità normativa e comunicazione, con l’obiettivo di garantire non solo il rispetto delle nuove regole europee, ma anche una comunicazione ambientale più credibile, trasparente e orientata al lungo termine.

Arti Grafiche Reggiani condivide pienamente questo approccio e, negli ultimi anni, ha avviato lo sviluppo di astucci monomateriale in cartoncino dotati di sistemi di apertura, richiusura e antieffrazione. Fin dalle prime fasi progettuali, il lavoro è stato impostato secondo una visione olistica, considerando l’intero ciclo di vita dell’imballaggio e la sua riciclabilità. In quest’ottica, l’analisi LCA (Life Cycle Assessment) è stata affidata all’Università di Bologna.


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